
Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha reso noto che la statua in marmo raffigurante un Satiro che suona il flauto, ritrovata nei fondali del porto sommerso di Baia, è stata restaurata.
Il Satiro è una figura mitologica del mondo greco-romano, spesso rappresentata come una creatura metà uomo e metà caprone, con orecchie appuntite, zampe pelose ed una natura selvaggia e gioiosa. I Satiri sono strettamente legati al dio Dioniso (Bacco per i Romani), divinità del vino, della musica e dell’ebbrezza. Spesso raffigurati mentre danzano, suonano strumenti musicali come il flauto o partecipano a feste orgiastiche, i Satiri rappresentano il lato impulsivo, istintivo e naturale dell’essere umano.
Questa particolare statua, probabilmente risalente all’età severiana (fine II – inizio III secolo d.C.), è stata ritrovata sommersa nel porto di Baia, un’area ormai celebre per il suo straordinario patrimonio archeologico sommerso.
Secondo quanto comunicato dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il restauro è stato effettuato con tecniche delicate e rispettose dei materiali originali: una pulitura superficiale con impacchi di polpa di carta, imbevuti in una soluzione acquosa con una piccola percentuale di chelante (una sostanza chimica che aiuta a rimuovere le incrostazioni metalliche senza danneggiare il marmo). Il lavoro è stato realizzato dagli assistenti tecnici del museo, sotto la guida esperta della funzionaria restauratrice Cecilia Auditore.
La statua ha subito danni differenti a seconda della sua posizione nel fondale marino: la parte inferiore, rimasta interrata nella sabbia, si è conservata meglio, mentre la parte superiore, esposta all’azione del mare, ha subito un’erosione più marcata.
Ora che l’intervento è terminato, il Satiro si prepara a tornare a mostrarsi ai visitatori nella sezione di Baia del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Sarà un’occasione imperdibile per ammirare da vicino una testimonianza viva della storia e dell’arte del nostro territorio.
Il prima e dopo del restauro mostra in modo evidente la cura e la competenza con cui si è intervenuti: un altro passo importante nella valorizzazione del nostro straordinario patrimonio sommerso.
